PREMIO GIOVANNI PAOLO II

Sesta edizione


Angelo Scelzo Premio Speciale Giovanni Paolo II

La sua lunga e prestigiosa carriera di operatore della comunicazione, in ambito cattolico, lo ha portato a ricoprire vari e importanti incarichi permettendogli di seguire da vicino il grande Pontefice in tanti suoi viaggi apostolici. È stato Inviato Speciale e Capo della redazione romana del quotidiano “Avvenire”; Vicedirettore de “L’Osservatore Romano”; Direttore dell’agenzia di stampa della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, “Fides”; Sottosegretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazione Sociali, per oltre 10 anni; Responsabile l’Ufficio Comunicazione e Documentazione del Comitato Centrale, in occasione del Grande Giubileo del 2000. In occasione del quarantesimo anniversario della promulgazione del Decreto Conciliare “Inter Mirifica” (04 dicembre 1963), è stato invitato a pranzo dal Sommo Pontefice, come rivelò Mons. John Patrick Foley, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Documento, divenendo testimone in anticipo della Lettera Apostolica “Il Rapido Sviluppo”. Dal 2013 ricopre il ruolo di Vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede.

 

Anche la sua attività letteraria ha raggiunto importanti livelli, non ultimo il suo lavoro “La penna di Pietro”, un volume dove racchiude cinquant'anni di comunicazione della Santa Sede, partendo proprio dal Decreto conciliare “Inter Mirifica” per arrivare al web. Infine, il suo legame con Pompei, che continua nella direzione della rivista del Santuario mariano, dal 1992 in poi, tranne una breve interruzione, dopo essere stato protagonista della redazione pompeiana del Quotidiano “Avvenire”.

La presidenza de Premio assegna il Premio Speciae Giovanni Paolo II con la seguente motivazione:



"Il suo lavoro professionale, minuzioso, attento, preciso e scrupoloso ha raccontato la vita e le opere del pontificato  di Karol Wojtyla, impegnandosi a promuoverne la conoscenza presso larghi strati della società italiana, e non solo, attraverso gli occhi di chi ha vissuto accanto a Lui. In questo modo cattolici e non cattolici, credenti o atei, hanno potuto conoscere e stimare le doti di un uomo, e di un Pastore, che ha realizzato fino in fondo il suo ministero".