Scrivi il tuo messaggio o la tua lettera, quelle ritenute più belle saranno pubblicate nel sito del premio. Puoi inviare la tua posta con una mail all'indirizzo: premiogiovannipaolo@libero.it

oppure in forma cartacea all'indirizzo:

Premio Giovanni Paolo II c/o A.M.I. Via S. Abbondio, 31 - 80045 Pompei (Na)

 

Nb. I messaggi o le lettere saranno pubblicate previo autorizzazione dell'autore


e mail ricevuta in data 30.03.2014

Autore: Salvatore Violante

 

L'email che pubblichiamo è del poeta Salvatore Violante, un' artista di altissimo spessore, che ha voluto realizzare quest'opera dedicandola al Presidente Pio Pinto.

Preghiera di Giovanni Paolo II  infermo alla Vergine Piena di Grazia                                                               

(A Pio Pinto la cui dolcezza mi ha dato le parole)

 

Madre celeste, amabile sorgente

Fontana fresca d’umile natura

Timbrata di graziosa marcatura

Abbevera di te questa mia mente.    

Madre tu dell’Amore e di lui figlia

Portale di mistero per cui Trino

L’Uno si fece, che portasti il lino

Sotto la croce a farne una conchiglia,

Fai dono al figlio infermo quel fardello

Che dà la Croce, fagli grazia ostello

Restando in lui, soave madre e figlia.

Graziosa, per cui tu, Madre Celeste

Donasti al Tempio e insieme all’Ecclesia
Tutto il tuo seno, il latte del Messia

Per farla vigorosa alle tempeste.

Madre da Santo Spirito

Piena di grazia resa

Che figlio al mondo vergine

Il ventre tuo comprese

Gonfio di amore fertile

Dal Dio fattosi Agnello

Donami un posto al Golgota

Per riaprir l’ombrello

Su tutti quanti miseri

Gonfi del loro dire

Gli vanno incontro effimeri,

Incerti nel sentire.

 

Salvatore Violante

 

Terzigno il 30 marzo 2014.

                                                  


e mail ricevuta in data 06. 10. 2013

Autore: Franca Bolognesi - Effebi

 

Gentilissimi dello staff Premio Giovanni Paolo II, in questo giorno solenne della supplica alla Santa Vergine di Pompei, Regina del SS. Rosario , mi unisco alla vostra commozione per l'annuncio della santificazione del nostro amatissimo Papa Giovanni. Anch'io appresa la data dell'evento sono stata presa da un sussulto di commozione, ricordando la premiazione del 27 Aprile scorso. E' sicuro che dall'alto dei cieli è anche il nostro protettore. Vi abbraccio fratelli in Cristo e vi auguro ogni bene Franca Bolognesi

Diverse mail ricevute dal Prof. Adolfo Maria Sassi. Gennaio 2013

 

Il Prof. Adolfo Maria Sassi ci ha inviato una serie di sue poesie facendocene dono e autorizzando la pubblicazione in questo spazio.

 

Gioiello meraviglioso

 

 

Sei, papa Wojtyla come un gioiello meraviglioso incastonato sulla roccia

sei uno smeraldo, un cristallo prezioso da multiformi luci e colori

col tuo carisma hai illuminato la Chiesa ed il mondo

sei un oceano di luce che non ha tramonto

sei l’arcobaleno dove l’intensa pioggia del Diluvio Universale

come quello che ha colpito il mondo della guerra mondiale

sei una luce meravigliosa che rifletti santità e genio

sei l’apoteosi dell’uomo ed il vertice più alto dell’essere uomo

sei pastore, intellettuale, guida dei popoli, gigante della Chiesa

non finisce il tuo mondo e si irradia nell’eterno

la storia dell’uomo ricorderà in eterno il tuo volto meraviglioso

il candore dell’anima, la grandezza della mente e del cuore

l’abito bianco come bianca è la tua anima

il tuo sorriso, il tuo grido, le tue parole, il tuo pianto

la gioia dell’amare, dell’esistere, del vivere, dell’educare

il gregge di Dio in cammino verso un mondo migliore.

La tua penna meravigliosa come la tua parola

ma meraviglioso prima di tutto il tuo apostolato

la novità di essere papi del terzo millennio

la verità di essere grandi nel seguire il Signore.


 

                                                               Adolfo Sassi

 

 

 

Come il fiore di maggio

 

Mentre il fiume scorreva di un secolo, di un millennio

e tutto andava via come il ricordo di un mondo passato

il tuo messaggio papa Wojtyla travalicava i tempi e gli spazi

si consegnava al tempo storico ed alla memoria dei posteri.

Donasti al mondo il calice dorato della tua innocenza fanciulla.

Donasti il silenzio che rimbomba nelle Chiese e nelle Cattedrali.

Elevasti un urlo come Mosé sul Sinai dopo aver ricevuto le tavole della legge

quando scopri il peccato del vitello d’oro.

Rigenerasti il mondo, desti voce a chi non aveva voce.

Demolisti un muro tetragono a morire come il dolore del mondo

e furono bandiere nel costruire la casa dell’uomo

le immagini scolpite nella memoria della schoà e dell’olocausto

il ricordo possente del genio di Edith Stein misto a santità

e la poesia meravigliosa della fanciulla ebrea Anna Frank.

Elevasti la fede e creasti una nuova cultura

che esaltasse per sempre in ogni luogo del pianeta la civiltà dell’uomo.

Facesti di Cracovia e del tuo nome una epifania di Cristo,

l’irrazionalità delle democrazie totalitarie e dei falsi miti delle ideologie

contrapponesti la ragione mista alla fede,

alla croce che slava e alla resurrezione.

Andasti via in una sera d’aprile mentre il popolo cristiano piangeva per te,

come il fiore di maggio, odoroso come la Madonna andasti lontano,

sfuggisti come l’allodola del prato verso un nido d’amore, il trono di Dio

non per morire, ma per parlare agli uomini dal coro degli angeli.

 

 

                                                           Adolfo Sassi

 

 

 

Papa Wojtyla e la sua immensa fede

 

Allontanasti i demoni dalla scena del mondo, allontanasti i demoni dalla storia e dal proscenio della Chiesa cattolica,scacciasti Lucifero dalle lettere all’arte, dalla politologia alla teologia, allontanasti gli uomini dal peccato di Lucifero Papa Wojtyla, contrastasti Satana nel suo perfido disegno di ribellione e di odio, cercasti di riportare alle origini, alla sublime innocenza del Paradiso dell’Eden l’uomo e la donna prima del peccato del serpente che ingannò Adamo ed Eva.

Grande papa Wojtyla cadesti all’improvviso in una notte d’aprile, in mezzo al tumulto ed al pianto, al silenzio e al dolore, alla preghiera e al ricordo dal piedistallo d’avorio che ti avevamo innalzati per cercare l’amore di Dio.

Ma il tuo crollo avvenne dopo che hai esaltato l’uomo, dopo che hai cercato di cantare con un suono meraviglioso che nessuna ugola o strumento musicale può riuscire a far ascoltare con qualsiasi melodia Dio, la cultura, l’amore e la fede e Dio è con noi, per noi attraverso te ed i tuoi orizzonti di fiaba, della favola più bella dell’immacolatezza della vita.

Desti voce a chi non aveva voce, desti luce ai ciechi di cuore, desti la vista a chi viveva nell’oblìo e nella cecità in quella del Signore e in quella degli orizzonti del cuore e il cuore donasti all’umanità come la mente doni preziosi di Dio, di quel Dio di cui fosti vicario, un grande vicario ed a cui sacrificasti come i primi cristiani nell’arena la tua vita in un sacrificio, in un’autoimmolazione che servì a redimere dal peccato di orgoglio e dall’insana sete di onnipotenza, come quella del peccato della torre di Babele il popolo di Dio e consegnasti alla storia e alla memoria Cracovia, Roma e Gerusalemme e consegnasti alla storia e alla memoria delle genti il tuo alto nome come uomo di cultura, come uomo di fede, come pastore, come genio, come santo.

 

                                                                Adolfo Sassi

 

 

 


E mail ricevuta in data 07.04.2011

Autore: Alba Casagrande

 

Carissimi,

ho partecipato alla II Edizione del Premio ed oggi, a pochi giorni dalla Beatificazione di Giovanni Paolo II , vorrei che pubblicaste cosa avevo scritto nei giorni della sua scomparsa sei anni fa ed una poesia che ho creato durante il Giubileo del 2000.

Abito a Roma e la città sta preparando una meravigliosa festa di fede...grazie Grande Papa!

Cari saluti,

Alba Casagrande

 

Carissimo Giovanni Paolo,

 

adesso che è impossibile non pensare a te, dal momento in cui tutto il mondo ti guarda, io mi scruto dentro per ricostruire il mio rapporto con te e se non c’è mai stato, crearlo ora!

Quando sei diventato Papa, io avevo sedici anni, ero nel pieno della contestazione giovanile, politica e familiare. Contraddire i miei genitori e ribellarmi alle loro imposizioni in materia religiosa era per me innato.

Non c’era rifiuto del sacro ma altre fedi ed ideologie affollavano quei miei anni di tensioni ed inquietudini. Il mio credo molto debole, più o meno un lumicino… Poi il matrimonio e la difficoltà, la non comunione d’intenti con mio marito, hanno fatto “sparire” dal video e dentro di me la tua immagine. Poi il Signor Mario mi ha fatto conoscere San Gaspare del Bufalo, la Parrocchia di S. Giovanni Evangelista, un’incredibile, stupenda fioritura della fede, un ritorno a Gesù, poi a Maria, mentre il culto dei santi era sempre molto vivo in me.

Arriva poi il Giubileo del 2000 e quella poesia in cui ti nomino ed inizio a sentire il brivido della tua presenza, del tuo immenso valore attraverso la GMG, che vivo anch’io seppur non più giovanissima.

Hai fatto rispondere che hai letto la poesia “Il simbolo forte della Croce” e questo per me è stato stupendo. Poi di nuovo anni bui, in cui navigavo a vista, pieni di dolorosi cambiamenti che hanno offuscato non solo la tua immagine ma anche la fede…Infine nel 2003 l’ingresso nel Rinnovamento Carismatico Cattolico, finalmente “sento” la presenza del Signore, vivo, risorto. Tu ancora un po’ in ombra fino al due aprile 2005 nel quale vivo con grande dolore e commozione la ta scomparsa, anche tu sei vivo. Mi commuove la frase indirizzata ai giovani, tu sei il Papa dei giovani, il Papa della GMG, L”Apostolo delle Genti”, il Riformatore, il Pacificatore, sei nella Divina Misericordia, sei il nostro pastore, il vicario di Cristo. Sei sei sei ora che non ci sei, sei sei sei…e sarai… che dispiacere non averti conosciuto prima e vissuto poco ma d’ora in poi percorrerò a ritroso la tua storia e il nuovo Papa sarà sempre un punto di riferimento nella mia vita di fede.

 

Grazie Gesù!

 

Alba

 

 

Roma, 6 aprile 2005

 

IL SIMBOLO FORTE DELLA CROCE

 

In questo anno di grazia ogni giorno Roma

è messaggio, stella cometa, occasione unica

per vivere momenti speciali.

Un mercato di periferia con i suoi suoni,

i suoi colori e ad un tratto ad interrompere

la normalità di una mattina qualunque,

arrivano dei ragazzi con le loro chitarre

ed una Croce.

E’ la Croce che un vero amico e solido punto di

riferimento, ha donato ai giovani di tutto

il mondo, migliaia di mani l’hanno sfiorata,

speranze e aspettative da sempre l’accompagnano.

La pioggia inizia a cadere sulla città ma loro

continuano a cantare riscaldati da un fuoco ideale,

veri testimoni della fede, invitano ad aprire

le nostre case e i nostri cuori all’accoglienza.

La gente dapprima smarrita ora si sofferma

dinanzi alla Croce che riesce ad emozionare e

commuovere anche gli scettici e gli indifferenti.

E’ un momento solenne, c’è Cristo in mezzo a noi,

che diventa l’amico e il fratello con cui condividere

la nostra quotidianità.

Rimango incantata davanti a questo insolito

avvenimento mentre con gli occhi fissi alla Croce,

mi allontano dalla realtà e vedo la marea di giovani

che travolge Parigi, sento i loro canti, le loro grida,

vengo trascinata dal loro entusiasmo, di lontano

si scorge l’Uomo vestito di bianco che sembra

rinascere contagiato dalla loro vitalità.

Anche questo è Giubileo, una mattina d’inverno,

sotto la pioggia, l’arcobaleno nel cuore,

il simbolo forte della Croce sorretto da

un groviglio di mani e innalzato verso il cielo.

 

 

Roma, 29 gennaio 2000

 

 

 


E-mail ricevuta in data 03.06.2010

Autore: Maria Frascione

 

Salve sono Frascione Maria

e vengo con questa mia

a ringraziar la Dssa Cialdi

e il Dr. Pio Pinto nonché

tutto lo staff che ha collaborato

alla buonissima riuscita

di sì importante iniziativa

sono una premiata del

ventiquattro aprile duemiladieci

sezione poesia ideata realizzata

e presentata con eccellente

competenza e grande maestria

ero più frastornata che emozionata

febbricitante e raffreddata per cui

chiedo perdono a tutti quanti che

ero nella confusione più assoluta

e quindi mi complimento ora per

la rivelazione di quanto è stato

spero che nel futuro ci siano

altre edizioni e di poter partecipare.

Maria Frascione

tantissimi auguri e cari saluti a tutti a presto

 

 


E mail ricevuta in data 05.05.2010

Autore: Silvia Vinci

 

Buonasera,
 
Vi voglio ringraziare della bellissima serata del 24 aprile, per me è stata un'emozione fortissima e unica.
 
Mi avete dato l'opportunità di avere un riconoscimento alla mia passione per la pittura che mi accompagna da sempre (ma mai coltivata abbastanza) e non sapete quanto questo sia per me importantissimo.
 
Con il Premio G.Paolo II e ancor più il 3' premio speciale della Presidenza sarò sempre più motivata a continuare ad esprimermi con i colori nello spirito del pensiero del Papa G.Paolo II - Lettera agli artisti -  
 
GRAZIE.       SILVIA VINCI
 
 


E mail ricevuta in data 03.05.2010

Autore: Irene Cusmano

 

Gentile Dottor Pinto,

La sera della premiazione era tanto tardi ed eravamo molto stanchi
perciò non mi sono fermata a salutarla e  ringraziare per la bella
cerimonia. Lo faccio adesso e spero voglia accettare le mie scuse.
Avevo portato con me una poesia che avevo scritto il 9 Aprile 2005,
pochi giorni dopo la morte di Giovanni Paolo II. Non ho osato
consegnargliela, lo faccio ora. Forse potrà essere utile nella
pubblicazione che farete.
Io comunque la dono al Premio.

A Giovanni Paolo II

Sei apparso così nuovo,
così inconsueto,
che ti ho rifiutato,
spaventata dalla tua onnipresenza
spettacolare, invadente...
Tu, però, hai perforato la corazza
delle nostre piccole devozioni.
Ci hai trascinati nel vortice
della tua unversalità.
Hai rovesciato tutto il vecchio dai nostri cuori
e l'hai condito di gioiosa fidicia.
Le eterne verità,salde pietre angolari,
le hai poste nella vivida luce
del tuo caparbio coraggio,
ce le hai indicate con toccante insistenza,
e hai conquistato il mondo intero.
Tenero e severo, sei stato maestro di fermezza.
Non ci hai lasciati orfani,
il tuo insegnamento ci pungola l'anima
facendone scaturire un'incessante ringraziamento
allo Spirito che ti ha mandato tra di noi.


E mail ricevuta in data 27.04.2010

Autore: Stefania Formicola

            Ercolano (Na)

 

Grazie a te, Giovanni Paolo II

 

Carissimi,

permettetemi di scrivervi qui on line per ringraziarvi e testimoniarvi su quanto mi avete trasmesso nello spazio di una sala carica di sorrisi, di sguardi, di emozioni, di parole, di pensieri, di spontaneità ed umanità essendo anch’io stata presente nel numero dei vincitori ufficiali durante la premiazione ufficiale del premio Nazionale giunto alla terza edizione.

Innanzitutto ringrazio l’ideatore della manifestazione Dott. Pio Pinto, la conduttrice Teresa Ciardi, la commissione selezionatrice, i vari organi competenti nonché gli ospiti presenti che hanno impreziosito ancor più la serata.

Vi comunico, con questa mia lettera, un piccolo ricordo di me perché voi ne siete stati altrettanti per me soprattutto per l’affetto comune emerso per il caro Papa Giovanni Paolo II che con la Sua Vita, il Suo lodevole esempio ed il Suo immenso Amore è riuscito a meritarsi ancora tanta stima e gratitudine da sforare finanche  i confini di un Teatro.

Premetto che per me tutto è iniziato così:

mancavano pochi giorni alla scadenza dell’invio del modulo di adesione e dell’opera artistica per partecipare alla selezione, mentre ne leggevo la notizia sul  periodico “Il Rosario e la nuova Pompei”.

Fui tentata di accantonare la rivista, era ormai così limitato il tempo per comporre anch’io qualcosa, nonostante la mia passione nello scrivere…!

Il mattino seguente però fui svegliata da alcuni versi che meccanicamente affollavano la mia mente; ancora assonnata mi destai e su di un pezzetto di carta segnai: “Donna velata, Donna spogliata, Donna condannata, Donna emancipata”…: quasi come se qualcosa dovesse essere dedicato a tutte le donne di ogni parte, quasi come se qualcuno mi suggerisse all’orecchio di scriverli da qualche parte!

Sì…da qualche parte!… Ma dove avrei dovuto, dunque, trascriverli?

Ecco che mi ritorna in mente il premio, ecco che inizio a chiedermi se non sia dopotutto troppo tardi per inviare qualcosa anch’io!

Certamente quattro versi non erano sufficienti, non rientravano nei canoni, nelle regole di partecipazione al concorso…ne correvano al massimo trenta righe.

Chiesi, allora, proprio a Giovanni Paolo II di continuare a dettarmi gli altri versi, dacchè aveva Egli stesso cominciato e così… realizzai un’ opera poetica in pochissimi minuti.

L’ inchiostro dalla penna straripò come fiume in piena ed ora ritengo che essa è risultata perfetta per Il Papa, perfetta per la giuria e spero sarà perfetta anche per tanti altri …

Sabato, 24 aprile 2010 nel Teatro Di Costanzo Mattiello:

eccoci lì tutti uniti, io e Voi l’uno dietro l’altro invasi dal tremore, imbarazzo, commozione raccogliendo coraggio e determinazione per testimoniare molte belle storie ed elargire tanti buoni sentimenti intorno all’immagine più alta tra le creature: la Donna!

Come un’artista riserva di mostrare la sua opera migliore per ultima, così il buon Dio nella Sua creazione si è riservato per ultima la Donna, formandola sul modello dell’Uomo.

Mi viene di pensare che Dio per rivelarsi all’Umanità nel Suo infinito Mistero abbia scelto una semplice fanciulla di Nazareth, Maria, la “Vergine Immacolata, la Tutta Santa, il modello di Perfezione”… è bastato semplicemente un “sì” per svelare il più grande dei Misteri, attraverso un umile atto d’ accoglienza donata.

Come Maria, ogni donna dovrebbe sapere accogliere donandosi per riuscire ad essere davvero onorata nel portare questo alto nome, esprimendo tutta la sua femminilità, elevandosi spiritualmente e permettendo anche all’uomo d’elevarsi.

Mi viene di pensare che la grande crisi di identità della donna deriva dal fatto che la sua perfezione si limita unicamente alla cura del suo aspetto fisico e le tecniche di chirurgia estetica appare evidente che ne diventa l’unica soluzione. Altro che “sublimazione”! L’uomo di conseguenza, vedrà in essa questa sola perfezione e rivolgerà la sua attenzione a piaceri superficiali e passeggeri ma è pur evidente il grande vuoto dell’anima, spesso si trasforma addirittura in voragine, perché manca proprio Lei che riesca davvero a completarlo…

martedì 27 aprile 2010

Immagino ora il teatro con le luci spente, il sipario calato, il silenzio per musica ma…i ricordi e le emozioni fanno un gran chiasso da Nord a Sud d’Italia, questa nostra Bella Italia, dipinta di rosa da tutti i vostri sorrisi, i vostri sguardi, le vostre emozioni e da ogni vostra parola, pensiero, spontaneità ed umanità.

Grazie  a te, Giovanni Paolo II per questi ricordi e queste emozioni!

 

Con affetto:

Stefania Formicola

Ercolano (Na)

 

 


E mail ricevuta in data 27.04.2010

Autore: Filomena Barletta

 

 

Egregia Signora CIARDI,

esprimo i miei complimenti a lei, al presidente e a tutta l'associazione, per l'organizzazione e per il clima accogliente che ho molto apprezzato.

 

Filomena Barletta


E mail ricevuta in data 26.04.2010

Autore: Stefania Raaschillà

            Genova

 

Cari Amici,
vorrei ringraziarvi ancora per la cerimonia di sabato 24. Come avete scritto
sul sito, è stato bellissimo.

 

Stefania Raschillà


Messaggio ricevuto in data 25.04.2010

Autore: Francesco Gemito

           Casoria (Na)

 

Ieri sera a Pompei per la prima volta ho visto davvero un premio letterario, sei molto brava a presentare, complimenti! Partecipo da moltissimi anni ai premi ma solo ieri sono rimasto in sala fino alla fine, perchè è la prima volta che vedo un premio organizzato con molta professionalità.
Grazie x il premio e spero di poter partecipare anche il prossimo anno.
Buona domenica

Francesco Gemito

 

 


Lettera ricevuta in data 22.01.2010

 

Autore: Nunziata Loreta

           Segezia (FG)

 

Carissimi,

sono stata felice di ricevere il vostro giornale (Il Rosario e la nuova Pompei edito dal Santuario della Madonna di Pompei), e vi auguro ogni bene per questo.

Vi testimonio che dopo la morte del S. Papa, ho iniziato a scrivere in versi. Mi sono alzata al mattino, mi sono detta: "Devo scirvere per il santo Papa", mi sono chiesta: ma come e che cosa scivere". Non mi sono più fermata.

Avrei con tanto cuore e gioia voluto partecipare al Premio e scive per lui, ma la rivista mi è arrivata con molto ritardo.

Se volete scegliete da questo mio opuscolo qualche bella poesia.

Prego per voi, per tutte le opere di bene.

Con affetto

Nunziata Loreta.

 

La donna

nel cuore

(Opera di Nunziata Loreta non in concorso).

 

Sei del creato la stella splendente,

sei bella, attraente, antica o moderna,

sei sempre presente, necessaria e attiva,

vorresti adagiarti, ma sempre servile.

 

Donna non hai nulla da inviadiare,

sei al centro dell'unuiverso,

amata o odiata, temuta o da insidiare,

sei comunque il motore del mondo.

 

Da sempre nel progetto divino

non sei un oggetto di comodo, scomodo,

hai un anima spirituale,

una dignità preziosa da difendere.

 

La tua Mamma celeste ti insegna

e ti è di esempio, vuole che tu sia

una creatura silenziosa, laboriosa,

in preghiera, serena, gentile, luminosa.

 

Il santo Papa ha pensato a te,

ti è stato vicino, ti ha difesa

nelle necessità, nei diritti, nel lavoro,

con la protezione amorevole di un padre.

 

Egli, buono, previdente, generoso

ha pregato per te, ha parlato in tua difesa,

ti ha festeggiata, ti ha beatificata,

di qualsisai nazionalità o continente lontano.

 

Non ha smesso di amarti,

di incoraggiarti, di apprezzarti, di chiedere di te,

dei tuoi desideri buoni,

messa su un piedistallo nei gradini sociali.

 

Sei grande, nonostante non abbia riconoscimento.

Non importa se sei ritenuta poco apprezzabile,

se hai dovuto lottare o lo farai per il futuro

per affermare che ci sei e sei vitale.

 

Vuoi gridare a tutto il mondo

che sei forte pur nella fragilità,

che lavori doppio, che ti adossi tutto il peso,

che sei stanca pur nella potenza dimostrata.

 

Abbi fede e speranza, sapienza e conforto,

perchè tutto ciò che fai è un dono

continuo di amore e di servizio,

perchè il mondo ha bisogno di te proprio in tutto.


Mail ricevuta in data 06. 01. 2010

Autore: Giovanni Grasso

 

Mi è arrivata l'antologia ben curata nei
particolari e, non poteva essere
altrimenti, atteso il vostro impegno
e la grande abnegazione che
dedicate a questa interessante
manifestazione dedicata al Grande Papa
che, molto preso, vedremo
assunto agli onori degli Altari come merita.
Vi ringrazio e spero,
nella misura in cui sia riuscito a produrre
qualcosa che la giuria riconoscerà tale,

di essere ancora tra quelli che potranno scrivere
il loro nome in questa stupenda raccolta.

Un  Cordiale saluto ed un rinnovo di Auguri
e benessere a tutti voi.

Giovanni Grasso


Mail ricevuta in data 26.11.2009

Autore: Anonimo

 

Abbiamo ricevuto una mail da un anonimo con una bella storia.

Non sappiamo se essa è vera o falsa ma nonostante tutto riteniamo che sia bello pubblicarla.

 

 

Una donna, vestita sobriamente, con il volto triste, entrò in un negozio, si avvicinò al padrone

e umilmente gli chiese se poteva prendere alcuni alimenti a credito.

Con delicatezza gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio  e non poteva lavorare

e i loro sette figli avevano bisogno di cibo.  Il padrone non accettò e le intimò di uscire dal negozio.

 

Conoscendo la reale necessità della sua famiglia la donna supplicò:

 «Per favore, signore, glielo pagherò non appena posso»

Il padrone ribadì che non poteva farle credito, e che lei poteva rivolgersi ad un altro negozio.

 

In piedi, vicino al banco, si trovava un giovane sacerdote che aveva ascoltato la conversazione

tra il padrone del negozio e la donna. Il sacerdote si avvicinò e disse al padrone del negozio

che avrebbe pagato quello che la donna avrebbe preso per il bisogno della sua famiglia.

 

Allora il padrone, con voce riluttante, chiese  alla donna: «Ha la lista della spesa?»
La donna disse, «Si, signore».

«Bene!» disse il padrone.

 

«Metta la sua lista sul piatto della bilancia  e le darò tanta merce quanto pesa la sua lista».

La donna esitò un attimo e, chinando la testa, cercò nel suo portafoglio un pezzo di carta,

scrisse qualcosa e poi posò il foglietto  su un piatto della bilancia.

 
Gli occhi del padrone e del sacerdote si dilatarono per lo stupore, quando videro il piatto della bilancia, dove era stato posato il biglietto, abbassarsi di colpo e rimanere abbassato. Il padrone del negozio, fissando la bilancia, disse:  « E’ incredibile! »

 

Il giovane sacerdote sorrise, e il padrone cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull’altro piatto della bilancia.

Pur continuando a mettere molti alimenti, il piatto della bilancia non si muoveva, fino a che si riempì. Il padrone rimase profondamente stupito.

Alla fine, prese il foglietto di carta e lo fissò ancora più stupito e confuso....

Non era una lista della spesa! Era una preghiera, che diceva:

           

            «MIO DIO, TU CONOSCI LA MIA SITUAZIONE

            E SAI CIO’ DI CUI HO BISOGNO :

            METTO TUTTO NELLE TUE MANI!»

 

Il padrone del negozio, in silenzio, consegnò alla donna tutto ciò che aveva messo nel piatto della bilancia.La donna ringraziò e uscì dal negozio.

 

Il giovane sacerdote, consegnando una banconota da 50,disse al padrone:

 

            «Ora sappiamo quanto pesa una preghiera»

Il nome di quel sacerdote era Karol Wojtyla


Mail ricevuta in data 22.11.2009

Autore: Domenico Adelfio

 

Caro Premio ti scrivo,

 

            per dirti: ho partecipato alla prima edizione, in punta di piedi con la quasi certezza  che la mia poesia “Eclissi”, non venisse neanche letta: Mi sono ritrovato tra i vincitori e la sera della premiazione l’emozione non mi ha consentito di dire una parola.

Ho partecipato alla seconda edizione, con la stessa trepidazione anche se il cuore continuava a ripetermi “” stai tranquillo se ti hanno scelto la prima volta, potrà ancora succedere”” ed è successo. Il mio elaborato “” SEMI D’AMORE “” è passato. Non c’è due senza tre ed è successo ancora – nella terza edizione sono passato con mio semplice elaborato “” DONNA “”.

E’ proprio, la perseveranza, l’umiltà e la fede premiano.

Sono un autodidatta ed ho avuto la sensazione di ricevere una Laurea honoris causa . 

 

Avevo ricevuto qualche altro importante premio; leggere, però,  i miei elaborati poetici nei volumi cartacei e on-line nel nuovo meraviglioso SITO, dedicato a Giovannipaolo 2°,  mi riempie di gratitudine e orgoglio. Spero di poter essere ancora presente nella prossime edizioni, perché questo Premio  potrà  finire solo quando nascerà un altro grande “PAPA – uomo e uomo PAPA” ed inventeranno un nuovo Pio PINTO  - Teresa CIARDI ed il loro grande Staff.

           

Nel porgerVi un caro saluto formulo i miei più fervidi auguri di buon lavoro e per un nuovo, sereno, Santo Natale.

 

Latina 22.11.2009       

 

Domenico ADELFIO


Mail ricevuta in data 05.11.2009

Autore: Alba Casagrande

Gentile Pio Pinto,
grazie per avermi dato la splendida emozione di leggere la mia poesia sul sito e non vedo l'ora di vedere l'antologia su cartaceo!
Tutto l'anno trascorso da quella memorabile serata l'ho passato ricordando quei magici momenti!

Le invio il racconto che ho scritto un anno fa nel quale ho descritto l'evento...mi faccia sapere, se crede, la Sua impressione... 

Con stima e viva cordialità.
Alba Casagrande

 

 

 

PICCOLA FATA FORTUNA ACCENDE IL GOLFO

 

Il miraggio in una nuvola riappare con  un’incredibile sorpresa: partecipo ad un concorso di poesia intitolato a Giovanni Paolo II il tema è la pace e sono tra i vincitori con un componimento sul Natale. E’ una guida di velluto rosso a ricondurmi a Te Meryem di Efeso! Ma è ‘o vero?

 

Incredulità e stupore per aver superato migliaia di candidati ed essere in un bouquet di vincenti. Tanti giorni per trepidare finchè nel mese del rosario  vari imprevisti vorrebbero cancellare la speranza di ricevere personalmente il premio: nel frattempo la mia amica si offre di accompagnarmi.

A dispetto di tutti e tutto ha inizio la grande avventura a scortarci stavolta non c’è la pioggia ma uno splendido sole. Un brivido forte mi assale quando vediamo Napoli e in sottofondo ascolto la voce di Antonio Ottaiano che la fa vibrare come un terremoto: sentire le sue canzoni qui è viverle!

Napoli sei una bambina impaurita silenziosa che immagino abbracciata al vulcano per  proteggersi e rasserenarsi dopo essere stata umiliata oltraggiata da troppe ingiuste accuse…

Arriviamo a Pompei: un vigile galante ci fa il saluto e ci indica la Via Sacra.

Alloggiamo in un delizioso albergo stile Positano con giardino di limoni e mattonelle variopinte alle pareti, squisita è l’accoglienza. Poco dopo siamo al Teatro dentro l’edificio dell’Opera Bartolo Longo che si trova sulla stessa via ed iniziano le prove. Mi vesto come l’invitata ad un matrimonio o forse sono proprio io la sposa premiata dalla dea dell’arte: sarò davvero la prima a salire sul palco e a spezzare l’emozione per tutti  ho la sensazione che riceverò un  un dono meraviglioso elargito dalla Madonna del Rosario. La tensione è alle stelle e rimaniamo immensamente gratificati nell’apprendere che i sindaci delle nostre rispettive città sono stati avvisati che un loro concittadino ha ricevuto il premio.

Dopo aver ascoltato le informazioni sulla serata io e la mia amica ci sediamo al bar sulla grande piazza e, sotto la luce della luna, il Santuario appare maestoso bianco come le Sacré Coeur: ci sembra di essere due turiste americane mentre passa uno scugnizzo con dei fiori in mano che guarda la mia borsa firmata e sorride…

Il momento tanto atteso infine arriva: si apre la tenda e sento chiamare il mio nome! Riesco a pronunciare solo poche parole sul Papa, una parte della mia poesia è declamata da un’attrice poi mi indossano al collo la medaglia e consegnano il diploma: anch’io entro nella storia  del prestigioso premio con Eco di Bombay (this Christmas) scritta più di vent’anni fa ma molto attuale ora che Madre Teresa e Giovanni Paolo II sono acclamati come santi dal popolo.

Dopo di me scorrono tutti gli altri premiati come il fiume Gange, un fiume d’amore e di commozione davanti ad un grande cartello con la sua immagine: siamo consapevoli che un riconoscimento così importante  nessuno mai più lo riceverà perché in onore dell’Uomo vestito di bianco più emblematico del mondo! 

Karol quanti uomini sei stato prima di diventare nostro per sempre: è difficile ricordare chi c’è stato prima di te o soffermarsi su chi verrà dopo.

La canzone finale della manifestazione A te di Jovanotti è per te: A te che sei semplicemente sei sostanza dei giorni miei sostanza dei sogni miei

 

Rientriamo in albergo piene di euforia e la notte, nella quale ci sarà anche  il cambio d’orario legale, trascorre blandamente agitata finchè al mattino aprendo le imposte vedo i tetti delle case, alberi di limone: sembra uno scorcio a metà fra un patio andaluso e un giardino nella casbah di Tunisi…

Camminiamo per la Via Sacra larga come la via principale degli scavi ad Efeso solo questa che conduce al popolare Santuario.

La basilica è gremita all’inverosimile la gente è estasiata partecipe: mi impressiona sotto al pulpito la voce forte e coinvolgente dell’Arcivescovo  mentre l’Immagine famosa e venerata ci commuove…

Faccio segnare una messa per Gino e una per le mie intenzioni, la suora silenziosa con una garbata grafia scrive i nomi poi andiamo a confessarci c’è una vera propria folla che attende: ho indosso la medaglia e vengo avvicinata da donne che chiacchierano come ad un mercato rionale, alla fine due di loro mi chiedono di recitare la poesia vincitrice mi emoziono e non lo faccio ma baciano  l’effigie del Papa.

Nel confessionale incontro Padre Armando del Congo,  mi da la sua mail è incuriosito dalla poesia e dalla medaglia: al mio ritorno a Roma iniziamo a scriverci e ne nasce un’amicizia che mi appare come un regalo della Vergine che desidera rimanere sempre viva in me. Apro lo scrigno dei ricordi preziosi e gli faccio leggere la poesia sull’Africa La Costellazione della libertà: solo io e Babadeinde ne avevamo finora custodito il profondo messaggio.   

Dopo aver comperato dei braccialetti stile pompeiano andiamo a pranzo dove a Natale scorso fummo impressionate dal costo di mezzo pollo con patate un cameriere ci serve e ci prepara cose che da portar via naturalmente le sfogliatelle! Ad un forno compro anche il casatiello e la pizza napoletana: ancora adesso ne avverto il sapore mai nessun’altra potrà esserle pur lontanamente paragonata perchè a Napoli è il sole che incendia i pomodori riempiendoli di succo gustoso e sensuale.

Napoli sei il nutrimento del mondo, sei madre premurosa e tenera, sei dispensatrice di ogni ben di Dio!

Rientriamo in albergo per riprendere la macchina, salutiamo la ragazza della reception, stacchiamo dei limoni e poi via verso l’autostrada. Avverto tornando una forte sensazione partenopea: il sole del Sud mi penetra mi assorbe l’anima e mi seduce coi suoi raggi come lampi di luce e nasce nel mio cuore la canzone: Chist’è o’paese d’o sole  Chist’è o’paese d’o mare   Chist’è o’paese addò tutt’e pparole so’doce o so’amare so’ sempe parole d’ammore!

Una incontenibile irresistibile allegria si impadronisce di me sento Napoli appassionata e saracena nelle viscere e Napoli è di nuovo sogno mito realtà.

 La bambina che all’andata avevo visto impaurita silenziosa abbracciata al vulcano ora si è trasformata in una piccola fata luminosa che con la bacchetta magica scintillante accende il Golfo di bagliori incantati: il suo nome è Fortuna.

 

Roma, 7 novembre 2008

 

 

 


Mail ricevuta in data 04.11.2009

Autore: Libera Mastropaolo

 

Carissima, non preoccuparti per il tempo atteso; non sai quanto mi fa
piacere ricevere un tuo scritto. Sono convinta che questi progetti che ti
impegnano molto, ti daranno tantissime soddisfazioni, come, d'altronde, il
Premio Giovanni Paolo II che è, onestamente, una grandiosa iniziativa, i
miei più vivi complimenti.Un grazie per aver speso un pò di tempo anche per
mettermi al corrente delle novità riguardanti il concorso.
Un abbraccio e buon lavoro.
Libera